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H7N9: not If but When

Updates alla fine del post. Ultimo aggiornamento 17 maggio 2014.

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Influenzavirus visualization. Made with Processing.

Era il primo aprile quando su Twitter ho scoperto per caso che in Cina orientale, già dai primi di febbraio si segnalavano ricoveri e decessi dovuti ad una nuova forma atipica di polmonite virale aviaria (A H7N9). Da allora seguo quotidianamente l’evolversi degli eventi. @gcmingati

#H7N9 in China: These are the first-ever cases of H7N9 infection in humans. No indication so far of human-to-human transmission. #flu
— World Health Organization @WHO

Siamo al 7 maggio; in questo periodo tra Cina e Taiwan si sono verificati 130 casi confermati, di cui 31 decessi ed almeno 43 casi di pieno recupero.

Dal 7 maggio nessun nuovo caso. Nel tentativo di trovare la sorgente – ancora non identificata – e contenere i focolai di questa nuova infezione, si è pensato bene di chiudere tutti i mercati di polli vivi del paese; considerando anche l’approssimarsi della stagione estiva che certo non è idonea alla diffusione dei virus influenzali, la cosa ha temporaneamente funzionato. Tutti ricordiamo che nel 2003, ottocento persone persero la vita ammalandosi di influenza SARS coronavirus (SARS-CoV).

Dal 12 maggio però si è iniziato a riparlare di ricoveri dovuti ad un altro SARS-like virus negli Emirati Arabi (altri casi segnalati già a settembre 2012). Il nome dato a questo nuovo coronavirus è MERS-CoV (Middle East Respiratory Syndrome – CoronaVirus); ma perchè la comunità scientifica è così preoccupata e perchè il titolo di questo post è ‘non Se ma Quando’?

Questi sono virus con caratteristiche uniche e tra i più pericolosi che abbiamo mai avuto la sfortuna di dover combattere; sintomi quali febbre molto alta, polmoniti e complicazioni multi-organo sono piuttosto comuni, spesso risultanti da una “cytokine storm” (una risposta immunitaria sproporzionata e incontrollata verso un agente patogeno); un’altra caratteristica osservata in alcuni casi è la totale asintomaticità. Nessuna risposta immunitaria e invisibilità totale ai test serodiagnostici utili alla sua identificazione; si stima che in Cina i casi lievi (senza necessità di ricovero e quindi non rilevati) siano stati di alcune centinaia, superiori ai 400. Insomma ne sappiamo davvero poco, troppo poco.

W/ unprecedented numbers and densities of humans and other mammals, #H7N9 has many more chances to roll the dice than strains in past eras.
— A biologist ‏@influenza_bio

Effettivamente appare così bene adattato ai mammiferi da essere quasi perfettamente trasmissibile (ed in maniera sostenuta) tra esseri umani. Quando (non se) questo avverrà l’umanità potrebbe trovarsi di fronte ad una situazione apocalittica perchè basti considerare che nel 1918, il virus della cosidetta spagnola (coronavirus H1N1 probabilmente trasmesso dagli uccelli ai maiali e da questi ultimi all’uomo) aveva un tasso di mortalità del 1%; questi nuovi coronavirus invece hanno dimostrato di potersi avvicinare al 50% e aggiungerei che nel 1918 la popolazione globale era di poco inferiore ai due miliardi e mezzo e la velocità massima teoricamente raggiungibile su rotaia era inferiore ai 100Km/h. Oggi siamo più di sette miliardi e ci spostiamo facilmente ad otto volte la velocità del 1918. E con noi i virus.

Update 29 maggio 2013
Cinque nuovi casi certi di MERS in Saudi Arabia, tre già deceduti. Alcuni recentissimi studi dimostrano inoltre che l’incubazione potrebbe essere superiore ai 12 giorni, diversamente da quanto precedentemente stabilito; e c’è di più in merito alla regione. Nel prossimo mese di luglio, precisamente l’8 inizia il Ramadan e ci si aspetta un afflusso di 2 milioni di pellegrini alla Mecca oltre ad un milione di turisti. Grosse chances per i virus, in un luogo dove sembrano attivi diversi focolai e dove probabilmente i casi identificati o anche solo comunicati al world health organization sono solo una frazione di quelli reali.

The novel coronavirus is not a problem that any single affected country can keep to itself or manage all by itself. The novel coronavirus is a threat to the entire world. As the Chair of committee A succinctly stated: this virus is something that can kill us.
— Margaret Chan, World Health Organization

Update 4 giugno 2013
Con tutta l’atenzione che ho dedicato alla faccenda, mi sembra il minimo che in Italia ci siano 3 casi certi di MERS coronavirus. Sono tutti a Firenze; l’index case è un paziente giordano che ha trascorso nel suo paese d’orgine gli ultimi 40gg dove ha contratto il virus e lo ha trasmesso alla sua nipotina e ad un collega di lavoro (lavora in un albergo). Il Ministero della Salute comunica che i 45 contatti del paziente sono costantemente monitorati. Il mio biologist di fiducia twitta il seguente set di possibilità, sui casi italiani:

Have 3 possibilities: 1) many false pos tests of #MERS #coronavirus in Italy, 2) tests are right but outbreak dies out, 3) start of epidemic
— A biologist @influenza_bio

Update 16 ottobre 2013
La stagione invernale è alle porte dell’emisfero boreale e nella provincia dello Zhejiang ecco il primo caso di H7N9 dallo scorso agosto. L’attenzione tornerà a breve molto forte, probabilmente ci saranno altri contagi. Twitter come al solito è lo strumento col quale aggiornarsi.

Update 29 ottobre 2013
La Cina, con un comunicato ufficiale afferma di aver sviluppato un primo vaccino contro H7N9 ; certamente un primo passo ma il vaccino non è stato ancora mai testato sugli esseri umani e sopratutto in caso di pandemia non sarà disponibile per tutti: se funzionasse – il vaccino è prodotto sulla base del materiale genetico estratto dalla faringe di un caso dell’aprile scorso – la produzione non arriverebbe a superare le 700 milioni di dosi.

Update 12 dicembre 2013
Due casi accertati in Hong Kong e la certezza che il virus stia circolando in Cina. Analisi condotte a campione nei wet markets confermano la positività alla influenza aviaria – sempre asintomatica per i volatili – e una sconfortante ma altrettanto temuta conferma:

Influenza A(H7N9) virus gains neuraminidase inhibitor resistance without loss of in vivo virulence or transmissibility.
Nature

H7N9 è mutato ed è resistente al Tamiflu, l’unico farmaco in grado di contrastarlo. Iniziano ad essere uccelli per diabetici e cioè @zzi amari.

Update 22 aprile 2014
Poco meno di un anno dopo i primi casi di MERS ecco che l’attenzione torna altissima sulla sindrome respiratoria medio orientale. In soli 15 gg, dagli inizi di aprile ad oggi, siamo già oltre 300 casi, con clusters in Jeddah e altre città della Arabia Saudita. L’attenzione è massima poichè sembra che questi focolai abbiano avuto inizio proprio negli ospedali dove già si riportano le prime defezioni – medici che si rifiutano di prestare assistenza ai degenti – e c’è qualche dubbio sul fatto i 100 casi diagnosticati ufficilmente in un mese dipendano da migliori test serodiagnostici: qualcosa sta cambiando, potrebbe invece essere che il virus in un anno abbia mutato e che si stia trasmettendo in maniera efficiente e sostenuta tra esseri umani. L’host sembra sia il cammello, le sue escrezioni, il suo latte, il contatto negli allevamenti ma la situazione almeno su Twitter è seguita dai soliti noti con altissima preoccupazione. Ci vorranno ancora 5-10 gg per capire se ci troviamo di fronte all’inizio di una pericolosissima e letale pandemia. Questi intanto i numeri:

@MackayIM

Update 12 maggio 2014
Tinte fosche all’orizzonte. L’8 maggio è stato confermato che le 6 sequenze genetiche di differenti casi degli inizi di aprile in Jeddah, altri di fine aprile per la stessa città e due della Mecca coincidono al 99.9%. E’ un fatto di rilevanza eccezionale, la stessa situazione verificatasi con la SARS nel 2003, quando (virtualmente) tutti i casi identificati dopo il focolaio del Metrolpole Hotel ad Hong Kong avevano lo stesso marcatore mai identificato prima, neanche negli animali. Questo significa che è in atto quella che tecnicamente si definisce una espansione clonale e cioè il virus ha raggiunto un punto di evoluzione tale da permettergli di replicarsi ed infettare gli esseri umani partendo sempre dalla stessa copia;  è pronto per diffondersi su scala globale, in maniera efficiente e sostenuta. In più non poteva dirci più sfiga per quanto riguarda la nazione nel quale tutto sta succedendo e dalla quale si sta propagando. Dati non aggiornati, o aggiornati per difetto, mezze verità, controinformazione, responsabili del MOH Saudita continuamente sostituiti e la pericolosissima (e determinante) vicinanza con una serie di paesi che per vari motivi non possono che risultare totalmente impreparati a contenere gli outbreaks tra cui Giordania (già 5 morti e non dichiarato il numero di ammalati), Siria (dove è in corso una guerra civile), Iraq, Iran, Egitto e poi Sudan e l’intero continente Africano, fanno di questo inizio di epidemia il più grave thread alla salute di tutti gli esseri umani dal 1918 ad oggi. Inutile nascondersi dietro al dito, questa cosa si sta allargando e quello che filtra nel twitterverse potrebbe essere solo la micropunta dell’iceberg. Condizioni climatiche, geopolitiche e di pura coincidenza stanno lavorando contro di noi e a favore dell’insorgere di una pericolosissima ed inarrestabile pandemia. Di nuovo quando, non se. Quando? Entro giugno. Alcuni dati rispetto all’ultimo aggiornamento: ~560 casi, ~160 morti. Lo capite da soli: ~300 casi in più in sole 3 settimane più tutti gli altri possibili casi asintomatici e/o non rilevati e/o non comunicati. Potremmo essere a 1000 e se (come è inutile non credere) questa roba è già in Siria, prepariamoci perchè ci aspetta un’estate del cacchio.

Camel clowns are OUT – human clones are IN #MERS all about CLONAL expansion in HUMANS …
— Henry L Niman PhD ‏@hniman

Update 17 maggio 2014
Ormai ci siamo. Dopo la conferma di due casi importati negli US (Indiana e Florida) ecco che uno dei contatti casuali del primo paziente è stato confermato positivo al test (a Muster, in Indiana). La faccenda, inutile ripeterlo, si fa davvero preoccupante proprio per i dettagli che emergono dal CDC; i due si sono visti molto brevemente (meeting di lavoro di 40 minuti) restando a meno di due metri di distanza l’uno dall’altro e l’unico contatto fisico sembra essere stato una stretta di mano (forse due). Dal punto di vista tecnico si, anche il genoma combacia perfettamente con quello dei casi evidenziati nel precedente update e conferma l’espansione clonale, la trasmissione sostenuta tra esseri umani e mi fa sospettare che il virus possa essere trasmesso per via aerea (dato che ancora da dove venga e come si trasmetta nessuno lo ha scritto e controfirmato, nemmeno lo World Health Organization per il quale questo non è ancora un thread sanitario di livello globale) o che in ogni caso basti davvero pochissimo per trasmetterlo. Non so se prenotare le vacanze a questo punto o far finta di niente. Agosto è lontanissimo e questo virus è vicinissimo se non già qui, nella Metro che prendo ogni giorno.

Flu

Anche quest’anno un piccolo ed aggressivo virus mi ha messo a tappeto per un paio di giorni; ma come sarà fatto, che aspetto avrà mai? Ecco come possono apparire questi mostruosi rompiballe… ma intanto sono già guarito, tiè.

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Influenzavirus visualization. Made with Processing.

Ma è di questi giorni la notizia che l’Università Erasmus Medical Center di Rotterdam, sia in procinto di pubblicare i risultati di uno studio effettuato sul virus H5N1 (il virus dell’aviaria o bird flu). I ricercatori di una delle più importanti Università olandesi hanno scoperto che H5N1 potrebbe rapidamente modificarsi in una forma altamente contagiosa per l’uomo, e lo hanno dimostrato testandone una versione modificata su dei furetti, che hanno un sistema respiratorio molto simile a quello umano. Il virus creato nei super laboatori di Erasmus MC è ora trasmissibile per via aerea, basta cioè uno starnuto per propagarlo da uomo a uomo (fino ad ora, in natura, il contagio avviene solo da volatile a uomo: mangiandone le uova o le carni non cotte o mal cotte, lavorando in un pollaio con animali infetti, e toccandoli). Questa mutazione genetica può avvenire in natura (per ora non è ancora successo) ma conoscere quale sia la mutazione che lo renderebbe devastante ci può aiutare a combatterlo in caso di pandemia; possiamo tenerlo d’occhio e vedere se con l’insorgere dei prossimi focolai (è già in atto un nuovo focolaio in Vietnam), questo si stia modificando nella direzione che temiamo. Lo studio è stato effettuato col contributo del ministero per l’ambiente e per le infrastrutture olandesi, ed in parte commissionato dall’ American National Institutes of Health. La polemica è forte anche sul piano della pubblicazione di questi studi: c’è chi pensa che sia una pessima idea rendere pubblici gli step necessari a renderlo il virus che potrebbe spazzare via il 60% della popolazione umana; ricordiamoci che un virus del genere può essere usato come arma di distruzione di massa. Paura? Beh io riporto solo la notizia, anche perchè per caso è uscita proprio oggi che pubblico questi mostriciattoli 3D. Coincidenze?

the ITER project

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A cutaway view of the future ITER Tokamak. © ITER Organization.

Imagine if we could count on a limitless source of electricity for our houses, hospitals, cities, nations. The International Tokamak Experimental Reactor (ITER) is a research and engineering project that aims at making this a reality.

Working to translate today’s studies of plasma physics into tomorrow’s electricity-producing fusion plants, ITER addresses one of the key challenges that our civilization will have to face over the next decades: how to provide sufficient, clean energy in the context of diminishing fossil resources and increasing demand for energy.

The ITER Tokamak chamber will be twice as large as any previous tokamak, with a plasma volume of 830 cubic meters. In the subsequent fusion plant prototype DEMO and in future industrial fusion installations, the heat resulting from the fusion will be used to produce steam and—by way of turbines and alternators—electricity.

© Dale Hayward, lamoustache.ca on Vimeo.

Although safe nuclear energy should be the solution for our future needs in therms of electricity, probably we’ll never benefit of the new nuclear safe plants because in reality the tar sands boom has quickly become the world’s largest industrialized project in human history.

WikiLeaks

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Wikileaks.org (Chissà che c’è sotto).© Giannelli – Corriere della Sera.

On Sunday 28th Novembre 2010, WikiLeaks began publishing 251,287 leaked United States embassy cables, the largest set of confidential documents ever to be released into the public domain.
Now the question is: are they doing the right thing? I’d say not-at-all. It is too early to say precisely what damage the WikiLeaks revelations will do but in my opinion they will contribute to make this world – at least – more chaotic.

Financial System Breakdowns

fsbEh si, siamo in mezzo a una tempesta e probabilmente il peggio non è ancora arrivato; molti paesi sono sull’orlo della recessione economica o già ci sono dentro. Voglio scrivere quello che credo di aver capito sul perchè attraversiamo una cosidetta crisi finanziaria globale, e come la crisi dei mutui subprime ha investito l’economia degli Stati Uniti e come si è trasmessa la crisi da li a qui.

I Subprime sono dei mutui concessi a clienti ad alto rischio di insolvenza; tutto è cominciato negli US dopo il 2001, quando le banche hanno iniziato a sottovalutare i rischi del concedere prestiti a tassi molto bassi a persone (quindi ad un numero sempre maggiore di clienti, ovviamente) con alta probabilità di insolvenza. Una catastrofe finanziaria alla quale bisogna legare anche la drammaticità di migliaia di famiglie americane che non riuscendo a onorare il proprio debito si trovano senza una casa.

Ma il nocciolo della questione è che molti di questi finanziamenti, una volta concessi dalle società finanziarie, venivano istantaneamente girati alle banche, che li usavano come base per emettere titoli da collocare sul mercato; questa situazione ha investito le banche europee perchè per 6-7 anni hanno venduto ai clienti o si sono comprati fra loro questi titoli… nel caso di mancato pagamento dei debiti (ed è successo), si innesca tutto un meccanismo di insolvenze (clienti vs banche, banche vs banche, banche vs clienti… in tutto il mondo perchè il mercato è globale) e per questo sono a tutt’oggi fallite oltre 23 società specializzate nel settore; inoltre, a fronte dell’enorme massa debitoria accumulata, non c’è da sperare bene per il medio periodo.

E per navigare la tempesta? Si stà fermi. Non è il momento di acquistare/vendere nulla; tra l’altro, probabilmente, questa crisi farà abbassare il costo del denaro e quindi quando la crisi passerà (perchè passerà) accendere un mutuo forse sarà più vantaggioso: è meglio avere un pò d’inflazione che strozzinare la gente che tanto non ti paga.

World Scenic Flights

Ricetta per lo short-film modellistico: videocamera, passione per gli elicotteri R/C, ottimo ‘pollice’ sugli stick, un certo budget per i viaggi, un centinaio di amici e supporters in giro per il mondo, una colonna sonora.

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© HeliGraphix

Ecco World Scenic Flights, uno short film di 8 minuti girato tra le più belle location del mondo: Australia, Brasile, Cina, Egitto, India, Korea, Nepal, Malesia, Messico, Russia, Scandinavia, Senegal, Singapore, Indonesia, Thailandia; sono lo sfondo per un volo estremamente tecnico e pulito di un elicottero R/C (uno Henseleit Three Dee) pilotato da Tobias Wagner (Heligraphix), già autore di uno dei primi atterraggi su soffitto mai tentati (2002) .

Si é rischiato molto anche per eseguire alcune riprese (come sulle cascate del Niagara, o sulla baia di Sydney), in condizioni ambientali tali da rendere impossibile il recupero del modello in caso di crash.
Molto creativo, piacevole da guardare e fatto bene.

We started off documenting very demanding R/C helicopter stunts and world records, performed by ourselves.

— Tobias U. Wagner

Lo Henseleit Three Dee MP XL E, progettato e prodotto da Jan Henseleit (Jübek – Germania), è la versione elettrica (12 celle li-po cioè 44.4 Volt, per 2000+ Watt di assorbimento cioè circa 3 cavalli vapore) ed XL (Xtra Large) con pale da 700mm (tipo NHP Razor), della meccanica Three Dee MP acquistabile su Revolution Models o su Henseleit Helicopters; un modello del genere, completo, costa intorno ai 2000 euro, TX escluso.

Tobias ha portato con se l’elicottero in giro per il mondo, con i tre (credo) HeliGraphix hanno girato e montato il video, poi é stata aggiunta una colonna sonora ad-hoc realizzata da Patrick Damiani e ne è nato uno short-film che merita di essere definito tale, con un finale ‘emozionale’; non si tratta dell’hovering nel piazzale sotto casa, ma il risultato del connubio pollice-sfondi-volo 3D tali da rendere questo filmato unico nel suo genere. Andava annotato e diffuso anche da qui.

Ipertermia indotta da radiofrequenza…

Tradotto: l’acqua di mare può incendiarsi.
Si ma stavolta non dipende dall’inquinamento nè ha a che fare con il global warming. Si tratta infatti, secondo il chimico Rustum Roy, della più importante scoperta nel campo dell’acqua degli ultimi 100 anni.

La storia è questa: nell’estate di quest’anno il pensionato e inventore John Kanzius, con un semplice apparecchio per la radioterapia, ha scoperto la possibilità di incendiare l’acqua salata. Il calore sviluppato era di 1700 gradi Centigradi! Come per la maggior parte delle scoperte, anche questa è avvenuta per caso: le onde radio ad una certa frequenza, permettono di rompere i legami molecolari e fanno scindere ossigeno e idrogeno generando una combustione (eh… dice che lo fanno, fidatevi); una volta incendiato, l’idrogeno brucia finchè rimane esposto alle frequenze.

This is the most abundant element in the world. It is everywhere. We will get our ideas together and check this out and see where it leads, the potential is huge.

— Rustum Roy

Ora si apre la fase delle verifiche in laboratorio, dei finanziamenti, ma se tutto (come già è stato già confermato) verrà ulteriormente investigato, potrebbe essere un’altra fonte di energia a zero emissioni, rinnovabile, praticamente infinita.
Beh, andava annotato.

Source: CBS News

Noi non ci muoviamo… per almeno fino alla fine del “mio” mandato

No, non lo dice uno qualsiasi dei nostri italici politicanti – ma potrebbe averlo detto Mastella, a pensarci.

gwbush“la guerra in Iraq durerà a lungo” e “Brown resterà al mio fianco”. Una frase che ribadisce “l’impegno” unilaterale delle forze militari sul campo iracheno. Era ovvio, ora chissà cosa ne pensa la controparte.

La situazione si farà sempre più seria, ed hanno anche dichiarato di “essere d’accordo nel chiedere nuove sanzioni contro l’Iran, per impedire l’avanzamento del progetto nucleare di quel paese”.

E’ chiaro che l’uso improprio – in Iran é evidentemente mascherato da una “lecita” necessità energetica, e quindi, in pratica… noi gli puoi dir niente – di sostanze pericolose, radioattive e tossiche da parte degli esponenti del filone jihadista a livello globale, effettivamente è un gravissimo problema e questi ’signori’ potrebbero combinarne qualcuna proprio grossa con conseguente reazione ‘nucleare’ della parte ‘lesa’.

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What Barry says. © 2004 knife-party.net

Insomma l’incontro di oggi è una chiara dichiarazione: “noi non ci muoviamo per almeno fino alla fine del mio mandato”. E speriamo che la mano non gli sfugga, sui comandi.

new World Rail Speed Record

Le ferrovie francesi hanno stabilito il nuovo record mondiale di velocità su rotaia raggiungendo i 574,8 km orari con un Tgv speciale. Il record è stato segnato sulla nuova linea East European LGV; di potenza doppia rispetto al Tgv normale, la vettura denominata V150 e costruita da Alstom ha ampiamente battuto il precedente record di 515,3 chilometri orari stabilito il 18 maggio 1990 da un Tgv francese tra Parigi e Tours.

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574,8 Km/h is the new world rail speed record set at 13:13 on April 3rd, 2007 by a Tgv V150

In Italia vuoi per le condizioni geo-morfologiche, vuoi per i soldi che si mangiano quelli in poltrona a Roma, non avremo mai un treno del genere. Un mio amico mi faceva notare che però l’ETR (Eurostar) che abbiamo noi potrebbe andare anche più veloce di quanto va, ma mancano le infrastrutture cioè linee veloci. Comunque, ormai abbiamo un gap tale con altri Paesi della UE che non credo riusciremo mai a riprenderci… boh(?!)

Allarme WWF: entro il 2050 la catastrofe

Ci siamo.
Gli ecosistemi naturali si stanno degradando a un ritmo impressionate, senza precedenti nella storia della specie umana e la conseguenza più immediata é la perdita di biodiversità.  Sono le conclusioni del Living Planet Report 2006 (scarica il PDF), l’ultimo rapporto del WWF, giunto alla sua sesta edizione, presentato oggi a livello mondiale proprio da uno dei paesi a più rapido sviluppo, la Cina.
Secondo il rapporto, che é stato redatto dopo due anni di studi, la perdita di biodiversità già segnalata nelle precedenti edizioni é sempre più marcata e il consumo di acqua, suolo fertile, risorse forestali e specie animali ha raggiunto livelli intollerabili per il pianeta. Il rapporto dimostra che in 33 anni (dal 1970 al 2003) le popolazioni di vertebrati hanno subito un ‘tracollo’ di almeno 1/3 e nello stesso tempo l’impronta ecologica dell’uomo – cioé quanto ‘pesa’ la domanda di risorse naturali da parte delle attività umane – é aumentata tanto che la Terra non é più capace di rigenerare ciò che viene consumato. Infatti, tanto per fare un esempio, per l’Italia é stata rilevata una impronta ecologica pari a 4,2 ettari globali pro capite con una biocapacità di 1 ettaro globale pro capite. Significa che consumiamo “materie prime” (acqua, aria, cibo ed acqua) da altri 3.1 ettari. Consumiamo 3 volte quallo che possiamo produrre. E questo qui da noi, che siamo al 29simo posto nella classifica dei più ’spreconi’.

Il rapporto del Wwf ha analizzato in tutto 695 specie terrestri, 344 di acqua dolce e 274 specie marine. Negli oltre trent’anni presi in considerazione le specie terrestri si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 28% e quelle marine del 27%. Il secondo indice, l’Impronta Ecologica, misura la domanda in termini di consumo di risorse naturali da parte dell’umanità . Il “peso” dell’impatto umano sulla Terra é più che triplicato nel periodo tra il 1961 e il 2003. Questo rapporto mostra che la nostra impronta ha già superato nel 2003 del 25% la capacità bioproduttiva dei sistemi naturali da noi utilizzati per il nostro sostentamento. Nel rapporto precedente era del 21%.