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Stippling


Stippling.

Applet and source: stippleVerletReplay.
Made with Processing.

Anche io, come Robert Hodgin (e qualche anno dopo, a dire il vero) ho voluto implementare il mio algoritmo per ricreare le immagini con un pattern di punti – in inglese stippling. Sono andato oltre le immagini statiche e lo ho fatto con un video feed: partendo dalla webcam analizzo la luminosità ed in base a questa modifico massa e raggio di 5000 particelle che si respingono fra loro. Maggior massa e maggior effetto repulsivo; come al solito trovate il sorgente su openprocessing, dal link sotto al video, anche se lì per ragioni di performance ho limitato il particle system a 1000 elementi. Enjoy the stippling effect.

gridTyper


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gridTyperSet
gridTyper.

Applet and source: gridTyper.
Made with Processing + HE_Mesh.

L’estrusione dei pixel font ha destato il mio interesse già in passato 123 ma gridTyper è l’implementazione di un’idea di Jan Vantomme (vormplus) sul cui blog due o tre settimane fa ho trovato un interessantissimo post sul processo utilizzato per realizzare delle bellissime lettere in plastica acrilica delle dimensioni di 40 × 50 × 20 mm usate per la corporate identity di cloudswimmers. Sfortunatamente, nonostante abbiano realizzato questo set di lettere con Processing ed HE_Mesh – ambedue opensource – non hanno diffuso il codice sorgente; mi sono quindi permesso di seguire il processo descritto nel post per realizzare io stesso un tool che potesse estrudere un pixel font (direttamente sul keyPress a runtime) e smussarlo (Catmull-Clark); questi oggetti – se suddvisi ulteriormente possono divenire molto lisci al tatto – e possono essere salvati in .stl per poi essere stampati in 3D con shapeways o i.materialise tramite processi di selective laser sintering (SLS). Full credits a vormplus quindi per l’idea ma sopratutto grazie a Frederik che mi ha supportato nella realizzazione del tool, chiarendomi dubbi e perplessità su come procedere.

Volumetric Thing (Tree)

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Particle-generated volumetric tree.

Made with Processing+toxiclibs+SunflowApiApi.

L’idea su cui sto lavorando negli ultimi tempi, e cioè creare volumi registrando le informazioni relative ad un determinato stato di una immagine 2D con l’aggiunta della terza dimensione (estrusione data dal tempo che scorre) comunque non è mia e lo devo annotare ad onor del vero. Il concept originale é di Karsten “toxi” Schmidt (autore di toxiclibs) ma un giorno, su openprocessing mi sono imbattuto negli sketches di Dominik Strzelec “echoechonoisenoise” e i suoi esperimenti sulla time-extrusion con toxiclibs mi hanno talmente ispirato da spingermi ad iniziare ad usare le lib (un set di 270+ classi distribuite in 18 packages da utilizzare con Processing), cosa che non avevo fatto prima, concentrandomi a mia volta sul package toxi.volume.

La mia idea sarebbe ora di creare degli alberi a partire da sistemi multipli di particelle – in passato avevo tentato altri approcci e cioè le funzioni recursive e gli L-Systems; questo primo esempio è solo l’inizio anche se più che di un particle system si tratta di una ventina di particelle che ‘vivono’ sul piano da estrudere. All’inizio della time-extrusion (alla base dell’albero) si trovano tutte al centro, poi con un attrattore che in realtà le respinge – posto al centro del piano – le particelle (per via di massa e diametro differenziato) si allontanano più o meno velocemente. Questo crea i rami. Devo solo fare in modo che ogni particella, ad un dato momento della sua vita, possa generare altre particelle e riduca il suo raggio fino a zero. Così da un singolo ramo otterrei altri rami, e anche loro si assottiglierebbero fino allo zero generando ulteriori rami.

Flu

Anche quest’anno un piccolo ed aggressivo virus mi ha messo a tappeto per un paio di giorni; ma come sarà fatto, che aspetto avrà mai? Ecco come possono apparire questi mostruosi rompiballe… ma intanto sono già guarito, tiè.

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Influenzavirus visualization. Made with Processing.

Ma è di questi giorni la notizia che l’Università Erasmus Medical Center di Rotterdam, sia in procinto di pubblicare i risultati di uno studio effettuato sul virus H5N1 (il virus dell’aviaria o bird flu). I ricercatori di una delle più importanti Università olandesi hanno scoperto che H5N1 potrebbe rapidamente modificarsi in una forma altamente contagiosa per l’uomo, e lo hanno dimostrato testandone una versione modificata su dei furetti, che hanno un sistema respiratorio molto simile a quello umano. Il virus creato nei super laboatori di Erasmus MC è ora trasmissibile per via aerea, basta cioè uno starnuto per propagarlo da uomo a uomo (fino ad ora, in natura, il contagio avviene solo da volatile a uomo: mangiandone le uova o le carni non cotte o mal cotte, lavorando in un pollaio con animali infetti, e toccandoli). Questa mutazione genetica può avvenire in natura (per ora non è ancora successo) ma conoscere quale sia la mutazione che lo renderebbe devastante ci può aiutare a combatterlo in caso di pandemia; possiamo tenerlo d’occhio e vedere se con l’insorgere dei prossimi focolai (è già in atto un nuovo focolaio in Vietnam), questo si stia modificando nella direzione che temiamo. Lo studio è stato effettuato col contributo del ministero per l’ambiente e per le infrastrutture olandesi, ed in parte commissionato dall’ American National Institutes of Health. La polemica è forte anche sul piano della pubblicazione di questi studi: c’è chi pensa che sia una pessima idea rendere pubblici gli step necessari a renderlo il virus che potrebbe spazzare via il 60% della popolazione umana; ricordiamoci che un virus del genere può essere usato come arma di distruzione di massa. Paura? Beh io riporto solo la notizia, anche perchè per caso è uscita proprio oggi che pubblico questi mostriciattoli 3D. Coincidenze?

modoslider(s)

modoslider
© modostudio

I talentuosi amici di modostudio mi hanno chiesto di realizzare un paio di nuovi imagesliders per il loro sito. Ne ho quindi realizzato uno per la homepage basato sul markup esistente in pagina ed uno per i singoli progetti generato da un feed xml – cioè il DOM relativo a lista ed immagini sono iniettati a runtime; quest’ultimo, in particolare, è una versione modificata del mio jQuery slideViewer, adattato allo scopo per poter usare i feed preesistenti (xml con nome e path delle immagini) che servivano a generare le galleries implementate con SlideShowPro, un Flash-based gallery engine che ha fatto il suo tempo. Lo slider per la home invece si presenta come un endless scroller con thumbnails.