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Se il prezzo é giusto

GCM – self portrait. Delaunay triangulation.

Piove sul bagnato, quindi aggiungo solo questa nota alla già drammatica cronistoria degli eventi: da un mese a questa parte i prezzi praticati nell’esclusivissimo ristorante di palazzo Madama sono diventati normali – cioè ora sono loro e non più noi a pagare il 70-100% del costo delle prelibatezze a disposizione – e il grosso calo di presenze che ne è conseguito (anche del 60%) mette a rischio 10 posti di lavoro – cioè i camerieri. Per chi non li conoscesse già, questi erano i prezzi prima delle polemiche:

Risotto con rombo e fiori di zucca: 3 euro e 34 centesimi.
Carpaccio di filetto con salsa al limone: 2 e 76.
Prosciutto e melone: 2 e 33.
Bistecca di manzo: 2 e 68.
Filetto di bue: 5 e 53.
Lamelle di spigola con radicchio e mandorle: 3 e 34.

Ma ci rendiamo conto? Non bastando i 15.000,00 euro netti di media che li paghiamo, avevano anche stabilito che a pagare i loro pranzetti di lavoro fossimo noi e ora che non glieli paghiamo più – viste le polemiche – questi che fanno, non vanno più al ristorante. Che pezzenti. Certo non sono questi i problemi direte, ma certo che no, ma converrete con me che questa non è che la punta della punta della punta dell’iceberg, segno della bassezza morale di coloro che vogliono a tutti i costi essere – o apparire – dei ladri, che si fanno promotori di privilegi per loro stessi e per i loro amici di merende. E’ inaccettabile, non più tollerabile; si deve riuscire a riformare interamente il sistema, a ridurre il numero dei rappresentanti della casta, ad ottimizzare, a tornare ad essere competitivi sul piano internazionale. Abbiamo bisogno di riforme, privatizzazioni, di ricerca, sviluppo e sopratutto merito e competitività sul lavoro.

Per il resto, se questo è l’ultimo post prima dell’ultimo anno del pianeta Terra, beh buone feste a tutti, e … siate educati.

Update 27 novembre 2012
barars
Prezzi del bar della Assemblea Regionale Siciliana. Corriere della Sera.

Aggiungo una simpatica ed esplicativa immagine tratta dal Corriere della Sera in questi giorni: i prezzi praticati al bar dell’ Assemblea Regionale Siciliana. E io pago. All’anima della spending review. La questione si affronta pretendendo trasparenza: ogni documento amministrativo, (dall’appalto alla fattura), deve essere reso pubblico e pubblicato online.

A marzo 2013 saremo chiamati a votare, ma io dico votare per chi? Italiani, non andateci, altrimenti sarà la catastrofe: lo spread risalirà, le colpe saranno sempre dei governi passati (in questo caso Monti) e questi continueranno a fare la bella vita a spese nostre. Non andate a votare, non è un dovere votare – se non abbiamo nessuno da votare.