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3D con Processing

rotation incident
Rotation Incident – GC Mingati

Ho iniziato ad investigare sul renderer 3D di Processing (P3D):
se aggiungiamo un terzo parametro nel setup della nostra applicazione, size(800, 600, P3D), significa che intendiamo usare il renderer tridimensionale di Processing, il più compatibile ed indipendente da librerie esterne (come per esempio OPENGL) ma leggermente più lento se si ha a che fare con forme geometriche complesse e molti vertici.
Per iniziare, ho usato i metodi box e sphere per creare forme molto semplici in 3D e ho cercato di capire il funzionamento di camera e luci. Creare un box è stato un attimo, ma per renderlo realistico avrei dovuto vestirlo con una texture; purtroppo i box creati col metodo statico box(w,h,l) non sono “texturizabili”. Per fare ciò, ho capito che dovevo comprendere come usare vertici e primitive in Processing.
Non c’è niente da fare, se vuoi fare 3D da codice devi studiarti un minimo di OPENGL: ok, allora devo disegnare un cubo creando prima i suoi sei lati, ognuno composto da 4 vertici – quindi non basta dire box(larghezza, altezza, profondità) – e ad ogni lato applicare una texture (il grosso è disegnarlo, vestire una superficie piatta è semplice). Non mi dilungo troppo anche perchè è solo l’inizio, ma sono felice del primissimo risultato; ho capito che risultati sorprendenti (cioè che mi sorpendono) sono possibili già solo capendo il sistema di primitive (x,y,z) .

Premendo “l” si attiva/disattiva una luce direzionale; premendo il tasto sx del mouse muove la camera, tasto dx zoomin/zoomout e tasto centrale pan; il movimento della cam è gestito da una libreria esterna per Processing, PeasyCam sviluppata da Jonathan Feinberg.

The PeasyCam is positioned on a sphere whose radius is the given distance from the look-at point. Rotations are around axes that pass through the looked-at point.

La grafica 3D come la conosciamo oggi, ha origine dalla teoria della prospettiva a punto unico di fuga, o prospettiva lineare centrica, sviluppata più di 600 anni fa dall’architetto fiorentino Filippo Brunelleschi. Con l’ausilio di due tavolette in legno ed uno specchio, egli calcolava le distanze tra oggetto e punto di osservazione, e così poteva disegnare una sorta di intelaiatura prospettica utile alla rappresentazione artistica e dimostrò l’esistenza di una sorta di punto di fuga all’orizzonte, verso il quale gli oggetti rimpicciolivano.

Poco dopo questa tecnica fu codificata e artisti come Albrecht Dürer iniziarono ad ideare tecniche e apparati atti a produrre rappresentazioni convincenti (realistiche) di spazi 3D su quadri (2D). Anticipando metodologie moderne come il ray-tracing, questi apparati furono i progenitori delle odierne graphic cards, capaci di disegnare miliardi di vertici al secondo. Oggi artisti, designers, architetti e ingegneri usano il computer per creare, manipolare e produrre forme tridimensionali.

In parte tratto da “Processing: A Programming handbook for Visual Designers and Artists”; testo di Simon Greenwold, tradotto dal sottoscritto

Ci sposiamo!

Lalli
Ebbene si, il giorno 4 settembre 2009, ore 18.00; mancano 23 giorni da oggi. Dopo 9 anni insieme (tre di convivenza) io e Alessandra (Lallo) ‘convoliamo’ a nozze.

Checklist: organizzata la cerimonia, il party, il viaggio, fatto fare gli abiti, le fedi, le torte, stampate le partecipazioni – hanno la grafica che vedete nell’immagine qui sopra, che ci sembrava più originale invece di spedire le solite partecipazioni in cartoncino standard con font graziato dorato, – musica, location ok… ora una certa ansia personalmente mi pervade, ma sono molto molto felice. E poi, lunedi 7 settembre partiamo per un viaggio on the road degli USA.

Oggi abbiamo pubblicato questo minisito con tutti i dettagli e i riferimenti per partecipare alla lista.