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the Deepwater Horizon incident

Il 20 aprile 2010, per cause ancora da chiarire per ciò che concerne le responsabilità, nel Golfo del Messico si sono verificate l’esplosione ed il conseguente affondamento della piattaforma petrolifera off shore Deepwater Horizon di proprietà di British Petroleum (5.20 miliardi di dollari di profitti nel primo quadrimestre 2010).

oil
The oil leak near the wellhead surface location (28.73756°, -88.36166°)
Image source: www.geoplatform.gov/gulfresponse/ – Mosaic Aerial Images

La falla, apertasi sul fondale sabbioso a 1700 metri per la rottura di un tubo é alimentata dal giacimento posto 1500 più in fondo. Il pozzo è finito fuori controllo a causa del mancato funzionamento dei sistemi automatici di interruzione del flusso (BOP) ed ha riversato in mare – fino ad oggi – 35/40 milioni di galloni di greggio (150 milioni di litri) al ritmo di 35/60 mila barili al giorno (sono in corso test per cercare di capire l’entità della perdita) causando uno tra i più gravi incidenti petroliferi che l’umanità abbia mai dovuto affrontare, e che abbia mai causato. Va detto che ci sono stati altri incidenti in passato (nel 1989 un’altra piattaforma off shore e sempre nel Golfo del Messico, (la Ixtoc I) riversò 150 milioni di barili di petrolio in acqua e ci vollero 10 mesi per fermare la perdita), mentre la Exxon Valdez sempre nell’89 riversò in mare il suo carico di circa 40 milioni di litri in seguito alla collisione con un reef sulla costa della Bligh Island in Alaska, ma mai si era verificata una falla a queste profondità, dove con 150 atmosfere di pressione, possono operare soltanto mezzi comandati dalla superficie. Se i dati sulla quantità di greggio che fuoriesce giornalmente dal pozzo fosse rivisto in positivo (probabile), cioè confermando una perdita di 60 mila barili al giorno, si avrebbe una quantià di greggio disperso che é pari a quello della Exxon Valdez, ogni 4-6 giorni. BP potrebbe trovarsi alla fine a dover pagare centinaia di milardi di dollari tra risarcimenti e costi di gestione della situazione (trivellazioni, nuovi sistemi di contenimento, ripulitura coste).

Ci sono buone possibilità che l’operazione ‘top-cap’ si concluda con un parziale successo ed in ogni caso se entro agosto i due pozzi attualmente in costruzione non riusciranno ad intercettare il condotto all’altezza del giacimento (operazione molto difficile da portare a termine con successo), potremmo veder sgorgare il petrolio per anni; il geologo Jill Schneiderman ha rinominato l’incidente il pozzo di Pandora; per allora potrebbero essersi riversati in mare altri 200-400 milioni di litri, se tutto va male, ed inoltre il grosso del greggio non sale in superficie ma resta sul fondale sotto forma di gigantesche chiazze spesse decine di metri, larghe kilometri. Sul sito di British Petroleum (che ad oggi ha speso 1 miliardo di dollari solo per le operazioni) si posso seguire in diretta le operazioni dalle telecamere montate sui 12 ROVs (remote operated vehicles); BP sta inoltre costruendo un enorme ‘barile’ di contenimento collegato ad una dozzina di superpompe che verrà posto sopra al blow out preventer (BOP) fallato ma non ho capito se verrà calato sul fondo.

skandineptune
June 2 2010, 12:43 pm CDT. The oil spill as seen by the Skandi ROV2, holding its position at -1484m on top of the failed blow out preventer.

Ma quando la smetteremo di trivellare, di sporcare, di consumare, di distruggere, di mentire? Abbiamo un solo mare, un solo cielo, e facciamo finta che non sia così; da giorni seguo con grande apprensione, grazie ai vari live feeds, le operazioni di contenimento della falla ma più le guardo e più penso che siamo piccoli, presuntuosi, aggressivi e irresponsabili; guardo le ‘braccine’ di quei ROV, sballottati dalla corrente generata dal geyser di petrolio e gas mentre cercano di avvitare un bullone, o segare un tubo, e mi chiedo se riusciranno a porre fine al disastro prima di agosto e quali saranno le conseguenze se il petrolio dovesse essere trasportato dalle correnti atlantiche (di superficie) fino in Europa.

June 23, 2010 – 12:48 p.m. ET
La stima per eccesso (ma certamente vicina alla realtà) parla di 8.750.000 litri di petrolio riversati ogni giorno. BP ha dovuto momentaneamente rimuovere il lower marine riser package (LMRP) cap containment system (che almeno conteneva minimamente la perdita) per problemi tecnici dovuti alla collisione tra uno dei ROV ed il sistema di pompaggio di acqua calda, che serve ad evitare la formazione di cristalli di ghiaccio nel sistema di recupero parziale.

July 5, 2010.
Nel Golfo del Messico é iniziata la stagione degli uragani e per BP aumentano i ritardi e le difficoltà nella raccolta del greggio in superficie, mentre a -1500m il pozzo continua ad alimentare una marea nerissima – di Naomi Klein, l’Espresso.

July 13, 2010.
BP mostra un cauto ottimismo ma…

The sealing cap system never before has been deployed at these depths or under these conditions, and its efficiency and ability to contain the oil and gas cannot be assured.

Il nuovo sealing cap é incorso di assemblaggio; devono poi iniziare i test per vedere se davvero si riesce a bloccare la falla; durante le operazioni di assemblaggio di questo nuovo cap e nel rimuovere il ‘vecchio’ lower marine riser package (LMRP) containment cap si é reso necessario lasciare il pozzo completamente aperto mentre il geyser di gas e petrolio riversa nell’oceano 60.000 barili al giorno.

July 16, 2010.
La falla é chiusa.

cappingstack
July 15 2010, 6:00pm CDT, 12:43 pm CDT. The well integrity test on the MC252 well commenced today; full closure of the choke valve occurred at approximately 2:25pm.

Per la prima volta, dopo 86 giorni di disastri la falla sembra essere chiusa. In realtà la chiusura delle valvole di questo nuovo ‘tappo’ da 75 tonnellate il cui risultato più evidente é la totale assenza di fuoriuscita di greggio in acqua, rappresenta l’inizio di una serie di test per verificare la tenuta del sistema di contenimento e la pressione nella falla. Se la pressione non sale agli 8-900 psi previsti significa che qualcosa non va come dovrebbe; mi spiego. Il petrolio è liquido e il liquido non è comprimibile. Se mettiamo un tappo su di un tubo, la pressione (se il tappo regge) si stabilizza quasi subito poichè l’acqua – o il liquido – non potendo essere ulteriormente compresso, resta bloccato stabilizzandosi ad una certa elevata pressione. Al momento, dai test in corso, la pressione sta salendo ma non ha raggiunto i livelli sperati. Questo potrebbe, ma non vuol dire di certo, che il condotto che porta petrolio dal giacimento posto a 1500 metri oltre il fondo marino al blow out preventer fallato, potrebbe dico potrebbe essersi rotto. Speriamo di no, è presto per dirlo e comunque finchè la pressione sale e non scende è buon segno. Incrociamo le dita.

August 4, 2010.
Ha funzionato. E continua a reggere. Ieri BP ha annunciato di aver iniettato nel pozzo, per otto ore, fanghi ad alta pressione. Questi fanghi ora esercitano una contro-pressione idrostatica mentre i due relief wells continuano a venir scavati e dovrebbero intercettare il pozzo per la metà del mese corrente.

Ci sposiamo!

Lalli
Ebbene si, il giorno 4 settembre 2009, ore 18.00; mancano 23 giorni da oggi. Dopo 9 anni insieme (tre di convivenza) io e Alessandra (Lallo) ‘convoliamo’ a nozze.

Checklist: organizzata la cerimonia, il party, il viaggio, fatto fare gli abiti, le fedi, le torte, stampate le partecipazioni – hanno la grafica che vedete nell’immagine qui sopra, che ci sembrava più originale invece di spedire le solite partecipazioni in cartoncino standard con font graziato dorato, – musica, location ok… ora una certa ansia personalmente mi pervade, ma sono molto molto felice. E poi, lunedi 7 settembre partiamo per un viaggio on the road degli USA.

Oggi abbiamo pubblicato questo minisito con tutti i dettagli e i riferimenti per partecipare alla lista.

network transfer

Ma quanto costa questo network transfer?
Ho scoperto che la popolarità – passatemi il termine – di alcune pagine di questo sito è talmente elevata (e mi fà piacere, ovviamente) che mi si bruciano più di 30 Gigabytes di network transfer ogni mese; stando alle statistiche della mia (mt) hosting solution, questo sito ha più di 80.000 hits al giorno e circa 4000 visite totali alle singole pagine dei miei plugins jQuery (slideViewer in testa). Google Analytics lo conferma.

Cosa sono le hits e cosa sono le page views? In pratica ogni hit rappresenta la richiesta da parte di un browser di ogni singolo elemento di una pagina – per esempio una pagina con 1 file esterno css, 1 file immagine e la pagina stessa sono 3 hits e 1 page view. E questo, se si supera un certo limite ha un costo: essendo cliente di MediaTemple (mt) dal 2002 ed essendo rimasto sullo shared server, pago poco meno di 120 euro l’anno; oggi, usare (mt) come hosting provider costa almeno 20$ al mese (240 l’anno) … quindi mi tengo il mio servizio base con i suoi limiti di network transfer.
Fino a pochi mesi fa non avevo mai dato uno sguardo a questa faccenda del consumo mensile di banda, ma queste due pagine su jQuery sono a loro volta linkate dalla lista di plugin del sito jQuery (sulla quale chiunque sviluppi un plugin può linkare il suo lavoro) ed è da lì che arriva tutto questo traffico. Inoltre, slideViewer è spesso linkato da quei post sulle “migliori 10, 100, 1000 javascript galleries e/o ajax solutions per il tuo sito” e da lì parte altro traffico.

Ho potuto verificare che se una pagina è molto linkata ed il testo in essa contenuto (ma anche i tags H1, H2 e in genere i tags di intestazione) corrisponde ad un certo tipo di keywords (come per esempio slider, viewer, jquery), ecco che cercandole con Google il primo link è sempre quello alla pagina di slideViewer servita dal mio account su (mt). Insomma sale il PageRank, il famoso algoritmo col quale Google indicizza il world wide web… e diminuisce il network transfer disponibile per il mese.

Ma… a proposito di PageRank:

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Google, the Master Plan. © 2007 O. Halici, J. Mayer

Insomma, sforare i 30 Giga di network transfer mensili si traduce in un sovraprezzo di $.50 per Giga in più e – ad oggi – siamo già a 4 in più. Non mi resta che diminuire la qualità delle immagini dei miei sliders (peccato) perchè ogni giorno tutte le immagini di quelle pagine vengono servite a 2-3000 utenti e così si fà presto a raggiungere i 30 Giga prima della fine del mese.

Financial System Breakdowns

fsbEh si, siamo in mezzo a una tempesta e probabilmente il peggio non è ancora arrivato; molti paesi sono sull’orlo della recessione economica o già ci sono dentro. Voglio scrivere quello che credo di aver capito sul perchè attraversiamo una cosidetta crisi finanziaria globale, e come la crisi dei mutui subprime ha investito l’economia degli Stati Uniti e come si è trasmessa la crisi da li a qui.

I Subprime sono dei mutui concessi a clienti ad alto rischio di insolvenza; tutto è cominciato negli US dopo il 2001, quando le banche hanno iniziato a sottovalutare i rischi del concedere prestiti a tassi molto bassi a persone (quindi ad un numero sempre maggiore di clienti, ovviamente) con alta probabilità di insolvenza. Una catastrofe finanziaria alla quale bisogna legare anche la drammaticità di migliaia di famiglie americane che non riuscendo a onorare il proprio debito si trovano senza una casa.

Ma il nocciolo della questione è che molti di questi finanziamenti, una volta concessi dalle società finanziarie, venivano istantaneamente girati alle banche, che li usavano come base per emettere titoli da collocare sul mercato; questa situazione ha investito le banche europee perchè per 6-7 anni hanno venduto ai clienti o si sono comprati fra loro questi titoli… nel caso di mancato pagamento dei debiti (ed è successo), si innesca tutto un meccanismo di insolvenze (clienti vs banche, banche vs banche, banche vs clienti… in tutto il mondo perchè il mercato è globale) e per questo sono a tutt’oggi fallite oltre 23 società specializzate nel settore; inoltre, a fronte dell’enorme massa debitoria accumulata, non c’è da sperare bene per il medio periodo.

E per navigare la tempesta? Si stà fermi. Non è il momento di acquistare/vendere nulla; tra l’altro, probabilmente, questa crisi farà abbassare il costo del denaro e quindi quando la crisi passerà (perchè passerà) accendere un mutuo forse sarà più vantaggioso: è meglio avere un pò d’inflazione che strozzinare la gente che tanto non ti paga.

la sinistra, l’arcobaleno e il tornado

Aaah, finalmente ci siamo tolti di mezzo una parte (seppur minima) di casta, e abbiamo scongiurato il pericolo di un nuovo esecutivo di sinistra. Oggi il verdetto finale delle elezioni in Italia, ma come già si è appreso dal tardo pomeriggio di ieri, il PDL ‘infila’ 171 senatori in parlamento contro i 130 del PD. Già ieri sera si avvicinava un tornado di proporzioni inaspettate, in grado di spazzare via l’arcobaleno e così (finalmente) mettere fuori combattimento la sinistra radicale; – nessun – rappresentante in Parlamento; Bertinotti si dice pronto ad andare in pensione; ieri in TV le sparava davvero grosse (come al solito) della serie “abbiamo fallito perché dalla nostra ‘posizione’ in Parlamento non siamo stati in grado di cogliere le difficoltà e le richieste degli Italiani…” bah sono parole che si commentano da sole. Sarà che siete stati tutti troppo occupati a farvi gli affari vostri?!

In Italia si và affermando il bipolarismo (meno litigi in Parlamento?) e spero vivamente che questo sia l’inizio di un vero processo di trasformazione e modernizzazione di questo Paese. Di seguito riporto la mia wishlist, se questo post sarà ancora visibile (credo di si) fra cinque anni, vedremo i risultati della scelta fatta da gran parte degli elettori.

  1. riforme
  2. – tasse
  3. + sicurezza
  4. infrastrutture
  5. ambiente ed energia
  6. lotta all’evasione fiscale

Se tutti questi punti venissero realmente sviluppati, forse fra cinque anni ci troveremmo con qualche migliaio di clandestini/delinquenti in meno, i conti personali un pò meno in rosso, qualche treno ad alta velocità, qualche milione di tonnellate di CO2 in meno, vedremmo riformato il mercato del lavoro, e quelli che hanno le Ferrari solo grazie ai soldi non versati al fisco andare in giro con la Punto a Metano.

Update 28/04/2008
Gianni Alemanno Sindaco della Capitale.
La voglia di ordine, sicurezza e cambiamento da parte dell’elettorato ha spazzato via l’equilibrio impossibile di una Capitale in bilico fra magìe cinematografiche e periferie abbandonate a se stesse.

si può fare. seguili

Ale, dovevo annotarlo e farti i miei più vivi complimenti per il risultato raggiunto dopo tutte queste ricerche, colloqui, incertezze. Hai raggiunto il tuo obiettivo, quello che meritavi, quello che volevi.

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© Enel 2007

Sono certo che ora saprai dare il meglio di te, e non preoccuparti più di tanto se ti sfuggono parole come “Social”, “RSS”, “SEO”, “Feed” e “SEM”. Sarà mia cura insegnarti tutto quello che non sai, e ricorda che siamo tutti fieri di te, e io in particolare! Complimenti, mia bellissima manager!

Si può fare, seguili!

la Casta

castaMi è capitato tra le mani questo libro, la Casta, che con cifre alla mano denuncia la mala politica italica e i suoi esorbitanti co$ti. Nessuno a sinistra lo ammette, tutti contro Silvio, lo si voleva morto… ma è meglio adesso? Oh li avete votati voi, sull’onda dell’antinano. Ora siamo governati da una casta, inamovibile, retrograda e radicale, che da anni sta facendo sprofondare questo Paese, azzera le speranze, annulla la competitività, distrugge il mondo del lavoro e sembra, per i delinquenti, il paese del bengodi. Eh sì, non v’è certezza della pena, quindi perchè non delinquere – a tutti i livelli?

Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi; palazzi parlamentari presi in affitto a peso d’oro; finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. Rimborsi elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute; organici di presidenza nelle regioni più “virtuose” moltiplicati per tredici volte in venti anni.

Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco!!! Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila; candidati “trombati” consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l’auto blu.

La politica italiana é diventata una oligarchia insaziabile; storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti spassosi nel reportage di due grandi giornalisti. Un dossier impressionante, ricchissimo di notizie inedite e ustionanti. Che dovrebbe spingere tutti noi a dire: basta.

Vi consiglio di leggere questo libro, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella: la Casta: così i politici italiani sono diventati intoccabili.
Apriamo gli occhi.

Ipertermia indotta da radiofrequenza…

Tradotto: l’acqua di mare può incendiarsi.
Si ma stavolta non dipende dall’inquinamento nè ha a che fare con il global warming. Si tratta infatti, secondo il chimico Rustum Roy, della più importante scoperta nel campo dell’acqua degli ultimi 100 anni.

La storia è questa: nell’estate di quest’anno il pensionato e inventore John Kanzius, con un semplice apparecchio per la radioterapia, ha scoperto la possibilità di incendiare l’acqua salata. Il calore sviluppato era di 1700 gradi Centigradi! Come per la maggior parte delle scoperte, anche questa è avvenuta per caso: le onde radio ad una certa frequenza, permettono di rompere i legami molecolari e fanno scindere ossigeno e idrogeno generando una combustione (eh… dice che lo fanno, fidatevi); una volta incendiato, l’idrogeno brucia finchè rimane esposto alle frequenze.

This is the most abundant element in the world. It is everywhere. We will get our ideas together and check this out and see where it leads, the potential is huge.

— Rustum Roy

Ora si apre la fase delle verifiche in laboratorio, dei finanziamenti, ma se tutto (come già è stato già confermato) verrà ulteriormente investigato, potrebbe essere un’altra fonte di energia a zero emissioni, rinnovabile, praticamente infinita.
Beh, andava annotato.

Source: CBS News

Noi non ci muoviamo… per almeno fino alla fine del “mio” mandato

No, non lo dice uno qualsiasi dei nostri italici politicanti – ma potrebbe averlo detto Mastella, a pensarci.

gwbush“la guerra in Iraq durerà a lungo” e “Brown resterà al mio fianco”. Una frase che ribadisce “l’impegno” unilaterale delle forze militari sul campo iracheno. Era ovvio, ora chissà cosa ne pensa la controparte.

La situazione si farà sempre più seria, ed hanno anche dichiarato di “essere d’accordo nel chiedere nuove sanzioni contro l’Iran, per impedire l’avanzamento del progetto nucleare di quel paese”.

E’ chiaro che l’uso improprio – in Iran é evidentemente mascherato da una “lecita” necessità energetica, e quindi, in pratica… noi gli puoi dir niente – di sostanze pericolose, radioattive e tossiche da parte degli esponenti del filone jihadista a livello globale, effettivamente è un gravissimo problema e questi ’signori’ potrebbero combinarne qualcuna proprio grossa con conseguente reazione ‘nucleare’ della parte ‘lesa’.

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What Barry says. © 2004 knife-party.net

Insomma l’incontro di oggi è una chiara dichiarazione: “noi non ci muoviamo per almeno fino alla fine del mio mandato”. E speriamo che la mano non gli sfugga, sui comandi.

new World Rail Speed Record

Le ferrovie francesi hanno stabilito il nuovo record mondiale di velocità su rotaia raggiungendo i 574,8 km orari con un Tgv speciale. Il record è stato segnato sulla nuova linea East European LGV; di potenza doppia rispetto al Tgv normale, la vettura denominata V150 e costruita da Alstom ha ampiamente battuto il precedente record di 515,3 chilometri orari stabilito il 18 maggio 1990 da un Tgv francese tra Parigi e Tours.

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574,8 Km/h is the new world rail speed record set at 13:13 on April 3rd, 2007 by a Tgv V150

In Italia vuoi per le condizioni geo-morfologiche, vuoi per i soldi che si mangiano quelli in poltrona a Roma, non avremo mai un treno del genere. Un mio amico mi faceva notare che però l’ETR (Eurostar) che abbiamo noi potrebbe andare anche più veloce di quanto va, ma mancano le infrastrutture cioè linee veloci. Comunque, ormai abbiamo un gap tale con altri Paesi della UE che non credo riusciremo mai a riprenderci… boh(?!)